(professionalità ed empatia)

Luisiana Garau - Psicologa a Cagliari e online
Percorsi Individuali, di Coppia e Consulenza per le aziende

Perché ho scelto di fare la psicologa

Ho scelto di diventare psicologa per due motivi che si intrecciano: il desiderio di capire me stessa e quello di stare accanto agli altri. Spesso chi sceglie questa strada porta con sé domande personali, e io sono una di queste persone. Non sono arrivata a questo lavoro dal lato di chi cerca risposte.
So cosa significa entrare in uno studio con testa, cuore e anima in subbuglio, e so quanto conti trovare qualcuno che non ti faccia sentire giudicato. Credo che sia proprio questo, insieme all’empatia, a rendere più autentico il mio modo di lavorare. Per questo, ancora oggi, a volte torno in terapia a mettermi in ascolto di me stessa.

Non si finisce mai di studiare

Per me la formazione non è una tappa, è un’abitudine. Seguo corsi su temi diversi, mi aggiorno di continuo e vado a cercare le competenze dove servono, perché nessuno psicologo sa tutto, ed è giusto dirlo.
Ogni percorso di studio mi lascia strumenti in più da portare in seduta.
Ho studiato per lavorare con le persone e anche con le aziende, e ho conseguito diversi master al fine di capire meglio i pazienti e me stessa (Compreso un master in criminologia: questo, però, non vuol dire che sono una criminale e sicuramente non l’ho scelto per esperienza personale.)

Mi interessava in ogni realtà, capire anche le zone d’ombra della mente, perché spesso è lì che si nascondono le risposte più importanti. 

Nessuno psicologo sa tutto.

Ho un debito con i miei pazienti

Oltre ai libri e ai corsi, imparo moltissimo dalle sedute: da ciò che mi raccontate, da ciò che notate prima di me, dalle vostre esperienze. Tra psicologa e paziente c’è uno scambio continuo, e spesso sono proprio i pazienti a spingermi ad approfondire temi nuovi, che a volte toccano anche la mia vita. Esco da un incontro con più domande di quante ne avessi prima, e per me è un buon segno.

Ludwig, il mio primo maestro di pazienza

Ludwig era un labrador ma sopratutto è stato uno dei miei preziosi insegnanti di vita.
Con lui ho imparato e vissuto esperienze sull’amore e sulla cura più che in molti libri. Quando mi ha lasciato ho scoperto quanto pesi un lutto che qualcuno liquida con “era solo un cane”. Non lo era, non lo è mai stato.
Mi sono fatta aiutare con un percorso e ho seguito corsi sul lutto per la perdita di un animale, perché volevo capire cosa mi stava succedendo e poter accompagnare chi vive lo stesso dolore. È un altro esempio di come la mia formazione nasca anche dalla vita, non solo dai programmi universitari.

Non era solo un cane.

Dalle sale riunioni al divano dello studio

Ho lavorato a lungo in aziende presenti su tutto il territorio nazionale, tra organigrammi, scadenze e persone stanche che dicevano “va tutto bene”. Oggi seguo sia singole persone in percorsi di benessere psicologico, sia realtà aziendali. Conosco il disagio che nasce nel lavoro e quello che nasce nella vita privata, e so quanto spesso siano legati: dietro ogni ruolo c’è sempre qualcuno.

Ognuno con la sua storia

Nel mio studio, a Cagliari e online, arrivano persone molto diverse. Lavoro con chi vive ansia e attacchi di panico, depressione, stress e burnout, con chi fa i conti con la propria autostima o con la dipendenza affettiva.
Sono etichette, certo, ma dietro ognuna c’è una persona con una storia che non somiglia a nessun’altra, ed è da quella che inizia ogni percorso.

Dietro ogni etichetta, una persona.

Da soli o in due

Il percorso individuale è uno spazio solo tuo, dove puoi dire ciò che altrove non dici e capire cosa ti sta succedendo, con i tempi che servono a te. Laterapia di coppia è invece uno spazio per due, dove imparare a comunicare meglio, capire cosa si è inceppato e decidere insieme che direzione prendere. In entrambi i casi il mio compito non è dare ragione o torto, ma aiutarti a vederci più chiaro.

Crescere non è mai semplice

Seguo anche adolescenti e bambini: l’età in cui tutto cambia in fretta, il corpo, le emozioni, le relazioni, e in cui capire cosa succede dentro può essere complicato, per loro e per i genitori. Per questo lavoro con i ragazzi, ma anche con chi sta loro accanto, perché nessuno dovrebbe sentirsi solo in questa fase.

Un capitolo a parte merita l’ADHD, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Spesso chi ne è coinvolto viene etichettato come “distratto”, “agitato” o “svogliato”, e questo pesa sull’autostima più dei sintomi stessi.
Il mio lavoro consiste nel:
aiutare i ragazzi a capirsi e a trovare strategie che funzionino per loro
aiutare i genitori a leggere quei comportamenti per ciò che sono, senza colpe.

Nessuno dovrebbe mai sentirsi solo

Certificazione Mindfulness: Respirare sembra banale ma non lo è

Sono istruttrice certificata di mindfulness, ma la certificazione conta meno di ciò che ho vissuto. La mindfulness è una pratica che, quando serve, ti aiuta a fermarti e a stare nel presente con piena consapevolezza, senza giudicarti. Non la propongo a tutti e non sempre: la uso quando può davvero fare la differenza, come uno strumento in più accanto agli altri.

Film e libri (da non esperta, e ci tengo a dirlo)

Ho un’abitudine che non mi passa: non riesco a guardare un film o a leggere un libro senza cercarne il significato psicologico. Intendiamoci, non sono un’esperta di cinema né di letteratura, solo una spettatrice e lettrice curiosa. Ma film e libri mi aiutano moltissimo a capire le persone, come si vede dagli articoli su film e psicologia e da quelli su libri e psicologia del mio blog, e ogni tanto, se serve, un riferimento a una storia vista o letta può comparire anche in seduta.

Se cerchi una psicologa che ti accolga senza giudicarti
e ti accompagni con competenza,
contattami senza impegno.

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